Cè molta differenza tra lammirazione per un ordine religioso ed il sentirsi veramente a casa in seno allo stesso, nonostante il fatto che sappiamo che ci costerà parecchio e che includerà molti sacrifici. Questo senso dappartenenza, dessere dove si doveva, sentirsi a casa, è il principale fattore soggettivo, che permette di determinare la nostra chiamata. La suora chiamata alla vita attiva, può invidiare le contemplative, apprezzando il ruolo necessario e insostituibile che svolgono nella Chiesa, e pensare ai loro tempi di silenzio, preghiera e ritiro. La suora contemplativa può, daltro canto, invidiare il lavoro diretto delle religiose attive, sapere quanto sia necessario, e sentire un profondo senso di stima per quelle il cui lavoro la rende sicura che le sue preghiere producono frutti nelle anime. Questo non significa che seguono entrambe la vocazione sbagliata. Significa semplicemente che sentono un interpretazione del Corpo Mistico ed hanno trovato in esso la propria posizione. Ognuna ha il sentimento della posizione della sua vita, e questo è confermato da coloro che le hanno ammesse alle rispettive comunità, e quindi ai loro primi voti, ed in fine ai loro voti perpetui. Capisci, quindi, che cè una percezione soggettiva, ma non cè mai nulla a sé stante, è necessario che sia confermato come una sicura indicazione della volontà di Dio, che è confermata, quando sono ammesse alla professione dei voti perpetui.
Su navegador necesita Flash Player 10 o superior
© 2007 - 2012 Why not priest? |